Luisa Bossa

Il 2016 è stato un anno da dimenticare (a dir poco ). Il 2017 si presenta con la frattura del polso sinistro...( non vi dico il dolore)...



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Lettera Aperta

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  • #79 – Nuovo cammino

    camera italicum ansa

    14/01/17

    Sarà un anno cruciale per il destino del nostro Paese. Gli auguri (che rinnovo a tutti) sono stati ancora più sentiti, all’inizio di questo 2017, in un momento così importante, dentro uno scenario politico e sociale dove tutto sembra da ricostruire. Sarà un anno probabilmente elettorale, anche se non è chiaro né quando né come. Sarà certamente un anno in cui bisognerà riconnettere i fili di un discorso comune tra di noi e con la nostra gente. In questo senso, guardo con un certo favore sia al modo con cui il presidente Gentiloni (a cui vanno gli auguri per il recente intervento chirirugico) ha cominciato il suo lavoro, sia alla pausa di ponderazione che sembra aver assunto il segretario del Pd, Renzi. Mi sembra che si noti già in questi passi, una nuova consapevolezza.

    Andare come un treno, a volte, porta a sbattere. Andare a testa bassa, senza ascoltare, senza riflettere, senza dialogare, produce il più grave errore di un uomo politico: l’autoreferenzialità. Il discorso intorno a se stesso. Lo smarrimento dell’orizzonte lungo sulla vita delle persone. Che politico è, uno che non sente il sentimento popolare? Noi dobbiamo reimparare a sentirlo, e questo intervallo di ripensamento, con un nuovo modo di governare di Gentiloni, più cauto e più aperto, e uno stile riflessivo del presidente Mattarella, così rassicurante e fermo sui valori costituzionali, forse possono davvero aiutarci a prendere la giusta direzione, e anche a ricomporre fratture interne che se sono dialettiche, ci fanno crescere, ma se sono croniche, ci fanno zoppicare.

    Dobbiamo essere tutti attenti, in questa fase. Niente più arroganze, supponenze, anche nel lessico, oltre che nei rapporti. La parola chiave, per me, è dialogo. Un nuovo cammino, ragionando insieme.

    Io penso che tocchi al centrosinistra (con più sinistra che centro) portare sulle spalle il Paese in questo 2017 complesso e rischioso per l’Italia. La situazione sociale è drammatica: un giovane su due non lavora, e quello che lavora è sottopagato, precario ed esasperato. La disoccupazione taglia le gambe anche agli adulti, pure loro sempre più spesso nel girone infernale dei bassi salari e della precarietà. Sulle famiglie si scarica quotidianamente la fatica di andare avanti e la paura per il futuro, dentro una tensione permanente che diventa a volte rabbia. Noi dobbiamo convertirla in speranza, in progetto. Bisogna lanciare ponti sul futuro e incoraggiare le persone a percorrerli. Se non noi, chi?

    Mi sembra che lo scenario non apra spazi ad altre speranze: la destra, ormai, è nelle mani di Salvini e Meloni, con ricette antistoriche di protezionismo e nazionalismo, condite con toni a volte razzistici, nel tentativo di rieditare, in salsa italiana, gli esempi di Le Pen o, peggio ancora, di Trump. Il Movimento Cinque stelle è sempre più stretto nella morsa dell’inadeguatezza. A fronte di un elettorato di grande idealità, di carica innovativa, di desiderio autentico di cambiamento, nel Movimento Cinque stelle emerge una classe dirigente che non sembra proprio all’altezza. Lo vediamo a Roma, con una sindaca che – sebbene in carica da poco e in una situazione difficilissima – le ha sbagliate davvero tutte. Lo abbiamo visto in Europa, con quel patetico balletto tra gli antieuropeisti di Farage e i liberali. Lo vediamo ogni giorno anche nel Parlamento italiano, dove da quei banchi non arrivano altro che invettive. Raramente una proposta. Mai un ragionamento. Possiamo affidargli l’Italia?

    Non resta che il centrosinistra, dentro il quale il Pd deve ricostruire la sua funzione di guida e di collante. Vedremo quando ci sarà il voto e con quale legge elettorale. Ma di certo lo scenario politico non muterà di molto rispetto a questo quadro. La sfida è chiara, e tocca a noi. La sconfitta referendaria di Renzi, in questo senso, può addirittura riconvertirsi in vittoria, se da quella vicenda si impara una lezione, che poi è la lezione della politica, e forse della vita: unire, non dividere.

  • #78 – I nostri ragazzi

    giovani-in-partenza
    Ho ascoltato con sconcerto le parole del Ministro del lavoro, Giuliano Poletti, sui ragazzi italiani all’estero. Le ho ascoltate più volte e risentite nella loro versione originaria, proprio per sottrarmi alle impressioni a caldo, o all’estrapolazione arbitraria di un pezzo di discorso e il mio sconcerto rimane, perchè trovo che dentro quel ragionamento non ci sia solo l’offesa gratuita e un po’ rozza a una…

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  • #77 – Soprattutto ascoltare

    Oggi Direzione Nazionale del PD
    Non bisogna aver paura di un partito che discute. Anzi, bisogna salutarlo come un esercizio di democrazia. L’Assemblea nazionale del Pd, che si apre domenica, è un appuntamento importante. E’ il segno che il Partito democratico ha ossatura e luoghi, si mette in discussione pubblicamente, apre dibattiti, lavora su di sé come sa fare chi è dentro la maturità. Attenzione, però, a non vanificare questa…

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  • #76 – Risposte o tutti travolti

    Ci siamo lasciati poco prima del voto referendario, dicendoci due cose: nessuno scenario da fine del mondo e riconnessione immediata con la sofferenza delle persone. Mi sembra che, oggi, subito dopo l’esito del Referendum, possiamo ripartire proprio da qui. La sonora bocciatura della brutta riforma costituzionale non ha provocato gli sconquassi che venivano da più parti annunciati: le borse tengono, lo spread è basso, il…

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  • # 75 – Nessuna paura del dopo

    scheda
    Sono le ultime ore di una campagna elettorale che ha toccato abissi di sconcertante pochezza. Il merito delle questioni si è spesso dissolto in una nebulosa polemica da fine del mondo, trasformando quella che è una normalissima consultazione democratica sulle modifiche della Costituzione in una sorta di Armageddon. Questa maniera di vivere la campagna elettorale amareggia, da qualunque parte provenga; così si toglie il gusto…

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  • #74 – Le parole che usiamo

    Red women's shoes are on display outside Mexico's consulate in El Paso in the U.S. July 27, 2012. Dozens of red shoes were put on display by visual artist Elina Chauvet in honor of the hundreds of women and girls who were killed in Ciudad Juarez. Long associated with crime and corrupt police, Ciudad Juarez has seen the murders of hundreds of women and girls since 1993. Despite international pressure to solve the murders, including support from writers, singers and Amnesty International, most cases remain mysteries. REUTERS/Jose Luis Gonzalez (UNITED STATES - Tags: CRIME LAW CIVIL UNREST SOCIETY)
    Con la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, anche il 25 novembre rischia di essere luogo di riti abitudinari, di sfilate ordinarie, di frasi fatte, di convegni ripetuti sempre uguali, di celebrazioni di routine, di messe laiche come quelle che in tutte le giornate celebrative un po’ ripuliscono la coscienza, un po’ confinano nell’angolo un discorso che dovrebbe essere, invece, sempre aperto. E’ per…

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Lettera Aperta - Archivio Completo

Luisa Bossa


Biografia Minima


Sposata, tre figli, è insegnante di latino e greco.


Attiva nel volontariato sociale, ha militato nel Movimento per la Pace e nel Movimento Internazionale per la Riconciliazione.


È stata Sindaco di Ercolano dal 1995 al 2005 ottenendo dall’Unicef il riconoscimento di “Sindaco difensore dei bambini”.


Ha promosso il Patto Territoriale del Miglio d’Oro per lo sviluppo e la valorizzazione dell’area vesuviana costiera. Già presidente della Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio.

Membro del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli Affari Esteri.
Consigliere regionale della Campania dall’aprile 2005 e presidente della VI Commissione regionale permanente: istruzione e cultura, politica sociale, attività per il tempo libero.

E’ stata componente della Commissione Affari sociali.
Attualmente membro della Commissione Parlamentare Antimafia
e della Commissione Cultura e Istruzione.
Nel febbraio 2013 è stata rieletta deputato al Parlamento per il Partito Democratico.

 

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