Luisa Bossa

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Investire in cultura è gettare semi in terra fertile

Mi ha lasciato stupefatta e amareggiata la notizia dei 119 esuberi tra personale tecnico, amministrativo e corpo di ballo del Maggio musicale fiorentino. Pare che sia questa, infatti, la proposta avanzata, nel corso di un incontro con i sindacati, dal commissario, Francesco Bianchi, per tamponare la situazione debitoria ed evitare la liquidazione della importante Fondazione culturale. Il Corpo di ballo sarebbe del tutto cancellato mentre non sarebbero toccati il coro e l’orchestra. Resta, comunque, un taglio radicale, che rischia di ridurre enormemente il potenziale di un presidio culturale di straordinaria importanza.

Mi rendo conto che, ormai, la logica dei tagli ai costi impera ovunque, e che anche al Maggio fiorentino si va nella direzione di uno snellimento. Ma siamo sicuri che questi siano veri risparmi? Io temo che si riveleranno una beffa. Meno soldi investiti in cultura, meno soldi ricavati dalla cultura. Evidentemente siamo ancora lontani dalla convinzione, che invece dovrebbe insinuarsi nel nostro dibattito e nella nostra vita politica, che un soldo speso nella cultura significa non solo valorizzare e tutelare il nostro patrimonio ma anche gettare un seme in una terra fertile.

Se abbiamo una possibilità di domare questa terribile crisi, questa è nella capacità di individuare e lavorare sulle nostre specificità. Una è la cultura.

Con i tagli al suo meraviglioso Maggio, Firenze sarà più povera. Quel risparmio non sarà un guadagno.

(Luisa Bossa)

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