Luisa Bossa

MERCOLEDÌ 24 MAGGIO 2017 17.05.02 Omninapoli-BOSSA (MDP): "SALVARE GLI ARCHIVI STORICI DEGLI EX OSPEDALI... fb.me/12QcWdWnX



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Lettera Aperta

Questa settimana parliamo di…


  • @91 – Attenzione all’uomo solo al comando

    12/05/17

    La vittoria di Emmanuel Macron, in Francia, è stata accolta da moltissima gente con soddisfazione. Anche da quelli che non lo avrebbero mai sostenuto nei loro Paesi. Anche da quelli che lo avrebbero considerato troppo liberista, troppo interno al mondo della finanza globale, troppo sintonizzato sulle onde del sistema. E’ stata accolta con un sospiro di sollievo perché è sembrata una inversione di rotta rispetto al buio pesto di populismi, muri e razzismi che da qualche tempo sembravano aver contagiato, irrimediabilmente, l’Occidente.

    La Brexit, con quel suo contenuto di protezionismo e nazionalismo, con quel suo sotterraneo, non confessato, sentimento escludente, un po’ razzista. Poi Trump, lo choc del giorno dopo. Quello che mai nessuno avrebbe creduto di vedere alla Casa Bianca, che scalza Obama, la grande speranza, e si insedia su parole d’ordine di destra. Poi la paura in alcuni Paesi del nord Europa, dove alla fine, per un soffio, hanno prevalso le istanze democratiche. Infine, lo scontro francese, il timore che si creasse lo spazio per il Fronte nazionale, per Marine Le Pen, per l’estrema destra xenofoba, autarchica, populista, che avrebbe aperto una crepa nella quale si sarebbero poi infilati tutti i partiti della demagogia e della paura.

    Quindi, Macron, alla fine, è stato salutato come un salvatore. Come l’argine democratico. Ed è come se avesse vinto un po’ dappertutto, non solo in Francia.

    Faremmo, però, un torto alla politica se leggessimo nella sua vittoria solo questo elemento, e non la analizzassimo a fondo. Nel trionfo di questo quarantenne, infatti, ci sono anche altri elementi che ci parlano, e su cui dobbiamo riflettere, arrivando così a capire che le scosse alla democrazia non sono finite. Lo stesso Macron, che rappresenta sicuramente un volto pacifico, di apertura culturale, di umanesimo progressista, di riformismo, quindi rassicurante rispetto alla Le Pen, contiene a sua volta elementi populistici, e quindi di deriva antidemocratica. E’, per esempio, il culto del nuovismo o quello dell’equidistanza culturale: non sono né di destra né di sinistra, ha detto il nuovo presidente francese durante tutta la campagna elettorale, intonando un mantra caro ormai ovunque. Con questo ritornello ha preso voti a destra e anche a sinistra, annientando i partiti tradizionali, per la prima volta entrambi fuori dal ballottaggio. Con questo rituale, Macron ha fatto un suo partito personale (En Marche, con le iniziali del suo nome e cognome!) e ora corre per le legislative con l’ambizione di arrivare primo. Tutto nel nome di una persona sola al comando, scardinando partiti, tradizioni, culture di riferimento, classi dirigenti, e demolendo quella idea di politica, tanto cara alla democrazia occidentale, fatta di comunità, di luoghi plurali, di ragionamenti condivisi.

    Anche in Francia, alla fine, votando Macron, quindi un candidato più colto e più integrato, ha soffiato un vento antipolitico, che è tutt’altro che domato e continua a rappresentare il vero pericolo per la nostra democrazia. E’ la cultura autoritaria che aleggia su queste candidature personali, su questi partiti personali, su queste corse solitarie, su questi “ci-penso-io”, a doverci preoccupare. C’è una crisi della rappresentanza, c’è una tendenza al mandato in bianco. Tutto il potere a uno, nel nome dello scardinamento. Ma questo uno – è la grande lezione occidentale – non si sa mai che piega possa prendere. All’io, la democrazia preferisce sempre il noi. Smarrita la via plurale, il pericolo è in agguato. Anche se indossa l’abito buono.

  • #90 – Chi sporca Napoli? I problemi o chi li denuncia?

    Tiene banco, in queste ore, una nuova iniziativa del sindaco di Napoli, che, ormai da mesi, pur dovendo amministrare una città così difficile, si dedica anche alla propaganda. Presso il Municipio viene creato uno sportello di difesa della città: un servizio telematico, in realtà, attraverso il quale chiunque può segnalare casi di diffamazione ai danni di Napoli. “Per raccogliere – si legge nella nota del…

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  • #89 – Scissionisti? Sì, grazie.

    Da quando abbiamo fondato Articolo Uno, il movimento dei democratici e progressisti, giornali e commentatori della politica ci indicano come gli “scissionisti”. A Napoli, il termine evoca un’orrenda pagina di lotta interna ai clan di camorra. Ricordiamo tutti la cruenta battaglia per il controllo dei traffici illeciti nell’area nord di Napoli, con la sanguinosa guerra interna al clan Di Lauro, la formazione di nuovi gruppi…

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  • # 88 – Uomini liberi e degni

    Dignità e libertà. Mi vengono in mente queste due parole mentre partecipo, in Parlamento, in queste ore, alla discussione e alle prime votazioni sulle proposte di legge in tema di Testamento biologico. l tema è stato ampiamente discusso anche nella scorsa legislatura, con l’esplosione del caso di Eluana Englaro. Varie proposte, ampio dibattito ma un nulla di fatto. Con la legislatura in corso, si è…

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  • #86 – Prima di tutto, la dignità

    Diventa legge il reddito di inclusione, una misura importante contro la povertà e per la dignità sociale. Il Senato, infatti, ha dato il via libera al disegno di legge del governo, che era stato già approvato dalla Camera. Si tratta di uno strumento su cui abbiamo lavorato a lungo, fin dalla scorsa legislatura, nella commissione Affari sociali e che, per troppo tempo, è stato rinviato….

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  • #85 – La sfida dei diritti

    Portare rapidamente all’approvazione, al Senato, la proposta di legge sul diritto a conoscere le proprie origini biologiche. Dare il via, alla Camera, alla legge sul testamento biologico. Sbloccare nelle commissioni del Senato la legge sulla cittadinanza. E’ su questi temi che dobbiamo mobilitare subito la nostra nuova forza politica. Farci sentire. Agitare le acque. Imporre all’agenda politica, una storia tutta nuova, su temi cruciali come…

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Lettera Aperta - Archivio Completo

Luisa Bossa


Biografia Minima


Sposata, tre figli, è insegnante di latino e greco.


Attiva nel volontariato sociale, ha militato nel Movimento per la Pace e nel Movimento Internazionale per la Riconciliazione.


È stata Sindaco di Ercolano dal 1995 al 2005 ottenendo dall’Unicef il riconoscimento di “Sindaco difensore dei bambini”.


Ha promosso il Patto Territoriale del Miglio d’Oro per lo sviluppo e la valorizzazione dell’area vesuviana costiera. Già presidente della Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio.

Membro del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli Affari Esteri.
Consigliere regionale della Campania dall’aprile 2005 e presidente della VI Commissione regionale permanente: istruzione e cultura, politica sociale, attività per il tempo libero.

E’ stata componente della Commissione Affari sociali.
Attualmente membro della Commissione Parlamentare Antimafia
e della Commissione Cultura e Istruzione.
Nel febbraio 2013 è stata rieletta deputato al Parlamento per il Partito Democratico.

A seguito della scissione dell’ala sinistra del Partito Democratico, il 28 febbraio 2017 aderisce al nuovo gruppo Articolo 1 – Movimento democratico e progressista (Mdp).
 

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