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.@robertacarlini"#Disuguaglianza ha grande impatto su mobilità sociale ed è creata da scelte politiche, non da forze naturali ingovernabili" pic.twitter.com/W6ruR0A3SZ



Lettera Aperta

Questa settimana parliamo di…


  • # 103 – Governo senza coraggio, cittadinanza come diritto e opportunità

    15/09/17

    Bambini italiani a cui si nega l’identità. E’ questo il risultato della mancanza di coraggio del governo e della maggioranza, a cominciare dal Pd, sulla tristissima vicenda dello Ius soli. Bambini nati in Italia, che hanno frequentato le scuole italiane, che parlano solo l’italiano, che non hanno altra nazione che la nostra, che tifano Roma, Napoli, Juventus, che vivono qui dalla nascita, che si mescolano serenamente – per fortuna – nelle scuole coi loro coetanei, nei gruppi di amici, e che però si vedono respinti dall’ottusa burocrazia e dalla incredibile chiusura mentale della politica e della cattiva propaganda.

    Ci voleva più coraggio.

    Il capogruppo del Pd al Senato, Zanda, ha detto che non ci sono i numeri per approvare la nuova legge sulla cittadinanza. La stessa norma, però, oltre un anno fa fu approvata alla Camera. I numeri si trovarono. Dicono che al Senato i margini siano risicati e che i centristi e i grillini avrebbero votato contro. Bene, lo facessero. Si assumessero questa responsabilità davanti agli italiani.

    Invece, il coraggio è mancato, anche alla fine della legislatura. E’ mancato soprattutto a chi, come il Pd, tante volte ha forzato la mano con voti di Fiducia (addirittura sull’Italicum) ma oggi fa un passo indietro sulla cittadinanza. Evidentemente i diritti di questi ragazzi non pesano abbastanza sulla bilancia della politica. O forse si ha timore di sfidare l’opinione pubblica, a cui però bisogna spiegare bene le cose, con coraggio, con chiarezza.

    Di cosa parliamo quando ci riferiamo alla nuova legge sulla cittadinanza?

    La norma approvata alla Camera e ormai arenata al Senata prevede due nuove forme di acquisizione dello status di cittadino italiano: quello per chi nasce in Italia da genitori stranieri di cui almeno uno con permesso di lungo soggiorno. Quindi non uno straniero qualunque ma uno che è qui da decenni, ha lavoro, casa, rispetta le leggi, è integrato. Un bambino, quindi, che nasce in Italia non per caso ma per precisa scelta di vita dei suoi genitori, che qui sono insediati strutturalmente.

    La seconda circostanza è il cosiddetto ius culturae: diventa cittadino italiano il ragazzino straniero che, entro il compimento del dodicesimo anno di età, abbia frequentato regolarmente, ai sensi della normativa vigente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale, uno o più cicli scolastici. Parliamo anche in questo caso di bambini inseriti strutturalmente nella nostra società. Sono italiani di fatto e di lingua, di cultura e di mentalità, di vita e di nascita. Ma noi li trasformiamo in apolidi. Gli rendiamo la vita difficile. Gli diciamo che devono attendere il diciottesimo anno di età e una trafila infinita, con difficoltà coi passaporti, coi documenti, con una perenne sensazione di sospensione ed estranietà.

    Neghiamo a un bambino italiano il diritto di sentirsi tale. Possiamo un giorno meravigliarci se uno di questi ragazzini traditi dal paese dove sono nati, divenuto adulto, vada a cercare altre identità, magari quelle di un radicalismo religioso da cui dovremmo tenerli lontani invece che spingerceli? Dire no alla nuova cittadinanza non significa solo negare un diritto e compiere una ingiustizia ma anche indebolire la sicurezza nazionale, creando aree di non riconoscimento e quindi di rischio marginalità. Purtroppo, questo discorso si è frantumato sulla propaganda, sulla demagogia, sulla mancanza di coraggio, e l’amarezza è davvero tanta.

  • #102 – Cronache di un pensiero di dominio

    Vengono i brividi a leggere le cronache di questo scorcio di fine estate, soprattutto quelle che riguardano nuovi episodi di violenza sulle donne. Lo stupro di Rimini, a opera, a quanto pare, di un branco di ragazzi stranieri, tra cui tre minori. Poi la violenza denunciata a Firenze da due studentesse americane, che vedrebbe protagonisti due carabinieri in servizio. In mezzo altri episodi: il caso…

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  • #101 – La memoria del nostro popolo

    Torniamo dopo un’estate calda, in tutti i sensi, e riprendiamo il nostro dialogo. Sale più di un brivido lungo la schiena a leggere le cronache di queste settimane sulle vicende dei migranti in Italia; a leggere i commenti sui social, le dichiarazioni di alcuni uomini politici, il tono di certe operazioni come quella a piazza Indipendenza a Roma, lo stato del dibattito pubblico su una…

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  • #100 – Bilancio e obiettivi

    In prossimità dell’ormai imminente pausa estiva, voglio fare con gli affezionati lettori che seguono la mia lettera aperta un piccolo bilancio di mezzo cammino e una mappa di obiettivi per l’autunno. Questo è stato un anno complesso e al tempo stesso ambizioso, pieno di energie in movimento. Si è aperto, come ricordiamo, con l’elezione di Trump negli Usa, seguita alla vittoria della Brexit nel Regno…

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  • #99 – Gli incendi si spengono venti anni prima

    Fare del Vesuvio, non un problema, ma una risorsa. Non solo rischio ma opportunità. E’ stato con questo spirito che mi sono mossa quando ero sindaco di Ercolano e, per un periodo, contemporaneamente presidente della Comunità del Parco del Vesuvio. Fu la fase delle installazioni di arte moderna lungo il percorso del vulcano, quella mostra permanente a cielo aperto chiamata Creator Vesevo. Dieci opere da…

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  • #98 – Svoltare a sinistra

    C’è bisogno di una svolta a sinistra. Senza un cambio di passo non ha senso sostenere il governo Gentiloni, che se intende fare politiche di destra, deve andare a chiedere i voti a destra. Non poteva essere più chiaro, il tono del dibattito che Mdp ha costruito a Roma, l’altro giorno, nel Centro congressi Cavour, durante un’assemblea che ha rappresentato un appuntamento di costruzione della…

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Lettera Aperta - Archivio Completo

Luisa Bossa


Biografia Minima


Sposata, tre figli, è insegnante di latino e greco.


Attiva nel volontariato sociale, ha militato nel Movimento per la Pace e nel Movimento Internazionale per la Riconciliazione.


È stata Sindaco di Ercolano dal 1995 al 2005 ottenendo dall’Unicef il riconoscimento di “Sindaco difensore dei bambini”.


Ha promosso il Patto Territoriale del Miglio d’Oro per lo sviluppo e la valorizzazione dell’area vesuviana costiera. Già presidente della Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio.

Membro del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli Affari Esteri.
Consigliere regionale della Campania dall’aprile 2005 e presidente della VI Commissione regionale permanente: istruzione e cultura, politica sociale, attività per il tempo libero.

E’ stata componente della Commissione Affari sociali.
Attualmente membro della Commissione Parlamentare Antimafia
e della Commissione Cultura e Istruzione.
Nel febbraio 2013 è stata rieletta deputato al Parlamento per il Partito Democratico.

A seguito della scissione dell’ala sinistra del Partito Democratico, il 28 febbraio 2017 aderisce al nuovo gruppo Articolo 1 – Movimento democratico e progressista (Mdp).
 

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