Luisa Bossa

È bellissimo incontrare i propri alunni ,ormai uomini e donne. Stasera con Cabirio Cautela e Anna Anna... fb.me/4xK4bOgLk



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Ecco il riepilogo quotidiano dei lavori delle Commissioni permanenti: bit.ly/OggiInCommissi… #OpenCamera #OggiInCommissione



Lettera Aperta

Questa settimana parliamo di…


  • # 61 – Piovono pietre sulla nostra storia

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    01/07/16

    Finisce in polvere, pietre e calcinacci la tanto amata storia di Napoli. Possiamo accettarlo? Possiamo rimanere in silenzio? Possiamo dire che non è affare nostro? Si sbriciola, ogni giorno di più, il centro storico, patrimonio dell’umanità, le sue bellissime chiese, tesori di arte e cultura, ma tutto sembra svolgersi nel silenzio, nella denuncia di qualche associazione, nell’inchiesta di qualche giornale, nell’indifferenza generale. Dov’è la politica? Dove sono le istituzioni? Dov’è sono quelli che “amano” e “difendono” la città?

    L’ultimo affronto alla storia di Napoli – opportunamente denunciato dal Corriere del Mezzogiorno – sono i crolli nella chiesa di Santa Brigida: sarebbero caduti alcuni stucchi dal soffitto, mentre gli affreschi si starebbero incrinando; la parte centrale della navata è stata transennata con barriere di ferro e nastro biancorosso per garantire la sicurezza dei fedeli e dei visitatori. Va ricordato che la chiesa di Santa Brigida è un piccolo gioiello di arte e cultura; è del Seicento, ospita capolavori di Luca Giordano, Massimo Stanzione e Paolo De Matteis. A due passi c’è stato per tutta la campagna elettorale il quartier generale del sindaco de Magistris. Chissà se ha mai trovato il modo di entrare in quella chiesa.

    Un destino simile tocca, in questi giorni, anche alla basilica di Santa Maria degli Angeli, nella zona di Pizzofalcone, che è stata chiusa al pubblico dopo alcuni crolli all’altezza della seconda cupola. Sarebbero, in realtà, 360 gli edifici storici di Napoli in questo momento sotto osservazione speciale per rischio di crolli o cedimenti; 160 di essi sono ritenuti grandi monumenti o sono chiese storiche; pezzi importanti del patrimonio culturale della città. Secondo un censimento, sarebbero quasi 200 le chiese monumentali di Napoli in rovina e chiuse al pubblico per interventi da realizzare e mai partiti. Tra queste, la Chiesa di San Carlo alle Mortelle, sventrata da una voragine, la Chiesa di San Pietro Martire al Corso Umberto, chiusa per pericolo crolli da qualche anno; altri importanti edifici di culto come Santa Maria di Betlemme, San Biasiello alla Vicaria, Sant’Onofrio a Capuana, Sant’Agostino alla Zecca, conosciuta anche come Sant’Agostino Maggiore, quest’ultima chiusa addirittura dal terremoto del 1980 e mai più recuperata.

    Decine di edifici di culto che conservano dipinti, affreschi, pezzi di storia della città che sono negati ai tanti turisti che affollano Napoli e che rischiano letteralmente di crollare nell’incuria e nell’abbandono. Si deve fare qualcosa, e subito. Ogni volta, però, viene sollevato il tema della competenza. Di chi è il centro storico di Napoli? Di chi sono le chiese monumentali? C’è un incrocio tra Comune, Curia, Soprintendenza, a volte anche proprietà private; non sempre si riesce a capire con precisione chi deve fare cosa, con il risultato di non riuscire neppure a individuare le responsabilità dell’abbandono. Ma possiamo, per questo, chiudere gli occhi? Il centro storico è un tesoro della collettività e tutti dobbiamo sentirci chiamare in causa.

    E’ necessario un progetto organico di recupero e valorizzazione. Una sorta di Grande progetto centro storico, come quello per Pompei, che metta insieme più attori istituzionali e costruisca un percorso certo, pianificato, di recupero e valorizzazione. Ho chiesto, in questo senso, con un’interrogazione, al Ministro Franceschini di attivarsi. Il Governo – se non lo fanno sul territorio – deve agire, mettere insieme i soggetti, aggregare un piano, individuare le risorse e costruire un cammino per collocare in sicurezza, tutelare, valorizzare il centro storico di Napoli, che va considerato una grande questione nazionale.

  • #60 – Un mondo che non si cura dei bambini è perduto

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    Il futuro si disegna negli occhi dei nostri bambini. Prende la forma del loro sorriso, l’odore delle loro paure, il profilo dei loro dubbi, la forza delle loro certezze. Si nutre si energia, il futuro del mondo, intendo, quello dell’umanità. Cammina su quelle gambe incerte, proprio quelle su cui loro stessi non camminano ancora. I bambini sono motore di futuro e di vita. Per questo,…

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  • #59 – Dopo di loro, ciascuno di noi

    Cattura
    Il pensiero fisso del genitore di un bambino disabile è una domanda che diventa un tormento: “Cosa ne sarà di mio figlio dopo di me, quando io non ci sarò più?”. Non è solo una paura, è la certezza che quel mondo di cure, di amore disinteressato, quella capacità di accoglienza verso una vita che non riesce ad essere autonoma, e che solo un genitore…

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  • #58 – Procida, battaglia di civiltà

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    Stamattina, insieme al sindaco di Procida, Dino Ambrosino, ho incontrato Joseph Polimeni, commissario di governo per la sanità in Campania. A lui abbiamo portato l’allarme e la preoccupazione della popolazione di Procida riguardo al nuovo Piano di programmazione della rete ospedaliera della Regione Campania. In questo atto, com’è ormai noto, si prevede la soppressione del Pronto soccorso 24 ore attivo da 30 anni sull’isola e…

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  • #57 – Cosa c’è oltre il Pd?

    Oggi Direzione Nazionale del PD
    Si vota per le comunali tra poco più di due settimane eppure il dibattito politico sembra infiammarsi più sul referendum di ottobre che sulle amministrative. Mi sembra un controsenso. Si è invocata spesso, senza però rispettarla, una sorta di moratoria sul grande tema referendario, su cui ci aspetta una lunga campagna elettorale. Eppure, anche chi la chiede, poi non la esercita. L’altro giorno, i gruppi…

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  • #56 – Sì al dono della vita

    a newborn baby's feet
    La prossima settimana, alla Camera dei deputati, arriva la proposta di legge, già votata al Senato, sulle cosiddette Unioni civili. Si tratta di una norma importante, che sana un vuoto inaccettabile. Non mancano, naturalmente, alcuni dubbi: la normativa è carente in alcuni aspetti ma nell’insieme mi sembra che garantisca un risultato importante, che da anni si tentava di raggiungere e che, adesso, finalmente si prospetta come…

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Lettera Aperta - Archivio Completo

Luisa Bossa


Biografia Minima


Sposata, tre figli, è insegnante di latino e greco.


Attiva nel volontariato sociale, ha militato nel Movimento per la Pace e nel Movimento Internazionale per la Riconciliazione.


È stata Sindaco di Ercolano dal 1995 al 2005 ottenendo dall’Unicef il riconoscimento di “Sindaco difensore dei bambini”.


Ha promosso il Patto Territoriale del Miglio d’Oro per lo sviluppo e la valorizzazione dell’area vesuviana costiera. Già presidente della Comunità del Parco Nazionale del Vesuvio.

Membro del Comitato interministeriale per i diritti umani presso il Ministero degli Affari Esteri.
Consigliere regionale della Campania dall’aprile 2005 e presidente della VI Commissione regionale permanente: istruzione e cultura, politica sociale, attività per il tempo libero.

E’ stata componente della Commissione Affari sociali.
Attualmente membro della Commissione Parlamentare Antimafia
e della Commissione Cultura e Istruzione.
Nel febbraio 2013 è stata rieletta deputato al Parlamento per il Partito Democratico.

 

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