#105 – Cambio di rotta

#105 – Cambio di rotta

Voto favorevole sullo scostamento di bilancio, per impedire l’aumento dell’Iva e per senso di responsabilità, ma non sul Documento economico finanziario, che traccia un profilo della prossima manovra che non ci piace e che non risponde alle esigenze del Paese. E’ stata questa la decisione che, come saprete, abbiamo assunto come Articolo Uno – Mdp questa settimana in Parlamento, sulle cosiddette note di aggiornamento al Def.
Sia al Senato sia alla Camera, abbiamo deciso di chiedere con forza al governo e alla sua maggioranza un cambio di passo. Non chiediamo la luna. Siamo a fine legislatura e non possiamo certo sperare di modificare ora, politiche che si sono ormai strutturate. Il vero cambiamento andrà costruito con la campagna elettorale e con il voto del prossimo anno. Ma, intanto, già da questa manovra economica, che arriverà in Aula entro novembre, chiediamo di vedere segnali importanti nella direzione dell’equità, della giustizia sociale, della difesa dei più deboli, del lavoro, degli investimenti pubblici.
Il Def, che fornisce in questa fase solo le linee guida, aveva un impianto che già solo da indirizzo portava altrove. Abbiamo così lanciato una sfida e un segnale. Se si vuole il voto della sinistra si deve fare una legge di Bilancio che raccolga le istanze che poniamo.
Oltre a welfare, salute e lavoro, nella commissione Scuola e Cultura, di cui sono componente, abbiamo portato al voto un nostro parere articolato sul Def, che contiene analisi e proposte precise.
La manovra di bilancio 2018 avrà caratteri più espansivi rispetto a quelli previsti nel Def di aprile, rivedendo al rialzo le previsioni di crescita del Pil. C’è una maggiore disponibilità complessiva di risorse che però il Governo, alla luce della Nota di aggiornamento, non sceglie di finalizzare sulla scuola e sull’Università. E’ un grave errore. Le proiezioni delle risorse per la scuola si mantengono sostanzialmente inalterate negli anni futuri, oscillando tra il 3,1 e il 3,4 per cento.
Nessun reale investimento nel settore. Si promette molto, si mantiene nulla.
Eppure ci sono cose da fare: superare definitivamente la precarietà attraverso la stabilizzazione di tutti i posti di lavoro, anche del personale Ata; procedere al rinnovo dei contratti della scuola; intensificare gli impegni per la realizzazione di edifici scolastici e la messa in sicurezza dell’esistente; promuovere l’inclusione scolastica degli studenti con disabilità; investire nell’Università, nella ricerca e nell’innovazione. Nulla su questo versante, così come la Nota di aggiornamento al DEF, infine, non indica risorse espressamente programmate per la cultura, né su tutela e valorizzazione dei beni né per la promozione della lettura né del nostro patrimonio.
Se non c’è un deciso cambio di rotta su tutti questi temi, come su quelli di welfare (sostegno al reddito, aiuto alle fasce disagiate) e salute (no al superticket, universalità del sistema) è difficile avere il nostro consenso.


Luisa Bossa

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