#90 – Chi sporca Napoli? I problemi o chi li denuncia?

#90 – Chi sporca Napoli? I problemi o chi li denuncia?

Tiene banco, in queste ore, una nuova iniziativa del sindaco di Napoli, che, ormai da mesi, pur dovendo amministrare una città così difficile, si dedica anche alla propaganda. Presso il Municipio viene creato uno sportello di difesa della città: un servizio telematico, in realtà, attraverso il quale chiunque può segnalare casi di diffamazione ai danni di Napoli.
“Per raccogliere – si legge nella nota del Comune – le segnalazioni dei cittadini napoletani relative alle offese contro Napoli, chiedendo attraverso gli uffici interessati precisazioni ed apposita rettifica ma eventualmente avviando, previa attenta valutazione dell’Avvocatura, iniziative legali per tutelare la reputazione di Napoli e del popolo partenopeo”.
Il tema, quindi, è quello della reputazione. L’iniziativa si chiama Difendi la città e il punto di partenza risiede, evidentemente, nell’idea che Napoli sia sotto attacco. Lo chiarisce il sito stesso del Comune: “Da tempo ma sempre più spesso si assiste ad una narrazione distorta e a volte diffamatoria della città rendendola oggetto di pregiudizi, stereotipi e dannose generalizzazioni”.
Dunque esiste un complotto contro Napoli, si agita il fantasma di una narrazione diffamatoria e distorta, non si capisce bene ordita da chi e con quale obiettivo ma contro cui si deve chiamare la popolazione – come fosse un esercito – alla difesa delle mura e dell’onore.
Non esito a definire “comica” questa iniziativa e tutto il suo retroterra – per così dire – culturale. Sia chiaro: considero fondamentale il lavoro sull’identità della città. Il tema delle radici, della conoscenza, della memoria di sé, avvolto in un progetto di valorizzazione, di rilancio, di tutela, dentro anche corrette campagne comunicative, all’interno di una strategia di promozione del territorio sono indubbi fattori di sviluppo, di coesione sociale, di aggregazione. Alimentano crescita sociale, motivano il capitale umano, fanno la comunità, tessono quella rete di comportamenti virtuosi che cambiano il destino di un luogo.
Io stessa, da sindaco di Ercolano, nei miei dieci anni di amministratrice, ho voluto un assessorato all’Identità e ho assistito al fiorire di iniziative di riconoscimento – per esempio lungo il Miglio d’oro – delle proprie origini, della propria tradizione, del proprio orgoglio. Ma lavorare sull’identità, sull’orgoglio e sulla cura di sé, sono ben altra cosa che invocare il complotto di fantomatici poteri che avrebbero interesse ad alimentare la narrazione distorta. Una cosa è promuovere la città, un’altra è inseguire il fantasma di una diffamazione permanente, che altro non è che il tentativo di mettere la sordina al racconto della realtà, evidentemente piena di questioni aperte.
Se non puoi risolvere i problemi, fai in modo che dei problemi non si parli. Non vorrei che si agitasse questa tentazione, dietro il discorso sul diffamare Napoli. Perché qui dobbiamo chiarirci le idee: chi sporca Napoli? I problemi o chi li racconta? Chi determina le condizioni di degrado o chi le denuncia? Chi non risolve le questioni o chi le solleva?
Per come la vedo io, da domani mattina, a questo sportello per difendere la città devono arrivare centinaia di segnalazioni ma contro la camorra, che determina condizioni di sottosviluppo e degrado; contro il malaffare, che alimenta ritardi e inefficienze; contro le inciviltà, che sporcano, distruggono e devastano; contro le illegalità, che rompono il patto sociale; contro la cattiva amministrazione, che non affronta e risolve i problemi, alimentando la sfiducia nelle istituzioni e una rabbia indiscriminata. Perché a rovinare l’immagine di Napoli sono i problemi e chi li crea, chi non li risolve e chi ci specula. Non certo chi li racconta o chi li denuncia.


Luisa Bossa

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