#93 – Ancora nominati, ora basta

#93 – Ancora nominati, ora basta

Si parla molto, in queste ore, di legge elettorale. La discussione politica, dopo mesi di torpore, si è improvvisamente infiammata. Si lavora freneticamente in commissione Affari costituzionali, da domani in Aula a Montecitorio. Il modello è quello proporzionale, con sbarramento al 5% e nessun voto di preferenza. Uno schema su cui in commissione si sta formando un consenso totale delle tre principali forze politiche in parlamento (Pd, Forza Italia e Movimento Cinque stelle) a cui si aggiunge la Lega, e che, con chiarezza, consegnerà il paese a un destino di stallo, visto che nessuno avrà la maggioranza e non si potranno che fare accordi pasticciati, dopo le elezioni, per provare a formare un governo, che sarà debole, di compromesso, di mediazione al ribasso.
E’ uno scenario drammatico e complesso, e varrebbe la pena chiedersi come si sia arrivati fin qui, dentro quale catena di errori, visto che tutto è partito da riforme sbagliate, bocciate dal popolo, e meccanismi elettorali anticostituzionali, bocciati dalla Corte. Intanto, però, oggi la scena è questa: sembra che i maggiori partiti siano coalizzati verso un sistema che preserva il loro potere e non si cura del paese.
Personalmente, pur avendo fatto la scelta ideale e convinta di lasciare un partito grande come il Pd e aderire a una piccola formazione come Mdp, non sono preoccupata della soglia del 5%. Sono da una parte convinta che il nostro progetto politico possa arrivarci, e dall’altra anche persuasa che il valore della tua proposta prescinde da tatticismi finalizzati alla rappresentanza. Quello che, invece, mi allarma del nuovo sistema elettorale è la totale espropriazione del diritto di scelta: nessuno degli eletti sarà davvero votato dai cittadini. Si propone, infatti, un meccanismo che condurrà ad un nuovo parlamento di nominati.
I listini bloccati, le candidature multiple, con il paracadute per i big, e la stessa modalità di assegnazione dei seggi, con la riduzione dei collegi e l’aumento delle circoscrizioni, e la distribuzione in modo proporzionale, faranno sì che i capipartito potranno controllare e decidere a tavolino una percentuale molto significativa degli eletti. Torniamo, insomma, a quel meccanismo di nomina e non di elezione che ha fatto tanto male in questi anni alla credibilità delle istituzioni e delle assemblee elettive. Noi siamo convinti che vadano cancellati del tutto i listini bloccati, vada introdotto un meccanismo di selezione degli eletti con il voto popolare, vada riequilibrata la proposta in tal senso. Lavoreremo per questo. Lo abbiamo già fatto in commissione, chiedendo con un emendamento – purtroppo bocciato – l’introduzione delle preferenze. Stiamo facendo inoltre circolare, in queste ore, una petizione popolare per bloccare il parlamento dei nominati e faremo, nelle prossime ore, il nostro lavoro in Aula a Montecitorio, e poi al Senato, per dire no fino all’ultimo a questa deriva, che allontanerà ancora di più eletti ed elettori, farà aumentare il disinteresse e l’astensionismo e toglierà nuova credibilità a istituzioni che già ne hanno persa tanta.


Luisa Bossa

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