#97 – Libri e archivi, beni comuni

#97 – Libri e archivi, beni comuni

E’ stato approvato alla Camera il disegno di legge sulla concorrenza, che ora dovrà tornare al Senato per una nuova lettura dopo che a Montecitorio il testo ha trovato alcuni correttivi. Sono alcuni anni, ormai, che questa proposta di legge viaggia da una camera all’altra, faticando a trovare una intesa globale. Sono tanti, del resto, i temi toccati e tutti molto complessi.
Il gruppo di cui faccio parte (Articolo Uno Mdp), nel voto ultimo a Montecitorio, si è astenuto, per segnare, al tempo stesso, un sostegno alle parti del provvedimento che si ritengono utili e un dissenso netto su alcuni altri elementi. Il testo nell’esame del Senato potrà conoscere nuove modifiche, e quindi essere ancora lontano dal varo definitivo. Io mi auguro che si intervenga ancora almeno su due elementi, che mi sembrano centrali e su cui ho concentrato la mia attenzione.
Uno è l’annoso tema delle tariffe delle polizze assicurative automobilistiche. Si era tentato, nella precedente lettura, di introdurre – grazie al lavoro del deputato del Pd, Impegno – la cosidetta Tariffa Italia, cioè una tariffa unica nazionale per gli automobilisti virtuosi. Un modo per uniformare il costo sul territorio nazionale ed evitare quelle odiose discriminazioni territoriali che nella composizione dei listini vedono quasi sempre penalizzato il Sud. Purtroppo quel passaggio, al Senato, è stato cancellato. Nella nuova lettura alla Camera non c’è stato l’accordo per reintrodurlo. Ci sarà un sistema di sconti, che però non garantisce lo stesso risultato. E’ una sconfitta politica e riempie di rammarico, soprattutto perché il Pd – non certo Mdp, che comunque ha lottato – aveva i numeri per imporre questo passaggio e non lo ha fatto.
Su un tema a me più vicino, invece, abbiamo ottenuto qualche risultato in più. Parlo della riproducibilità libera dei beni culturali e in particolare di quelli bibliografici e archivistici, che per il Codice dei beni culturali sono sottoposti a incomprensibili restrizioni e canoni.
Ho condotto una mia personale battaglia in questi mesi per cancellare ogni limite e per abbattere ogni canone. Ho chiesto una liberalizzazione, che considero necessaria e finalizzata alla divulgazione e alla promozione del nostro patrimonio. Il lavoro svolto, insieme a quanto fatto anche da altri parlamentari e da comitati di cittadini, ha portato ad un primo risultato. Nel ddl Concorrenza, infatti, è entrato un comma che semplifica la riproduzione dei beni culturali, inserendo anche i beni bibliografici e i beni archivistici tra quelli riproducibili senza canone. Purtroppo ci sono alcuni limiti ancora, che avevo tentato di rimuovere con un emendamento più permissivo e aperto (bocciato con 281 voti contrari, quelli di Pd, Cinquestelle e i centristi) ma mi pare che comunque questa lotta abbia segnato un punto a favore della libera fruizione dei beni ed è decisamente un passo avanti.
I beni della nostra memoria collettiva sono di tutti. Nel rispetto della loro integrità è giusto che circolino liberamente e che arricchiscano saperi comuni e conoscenza diffusa.


Luisa Bossa

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